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Coronavirus: aggiornamenti per la comunità universitaria / Coronavirus: updates for UniTo Community

FAQ

Accedere alla home page del sito e autenticarsi con le credenziali da dottorando (cliccare su login in alto a destra). Dalla home page selezionare nel menu a sinistra "Il mio profilo" e successivamente il link "Modifica profilo". Seguire le istruzioni.


I dottori di ricerca possono aggiornare il proprio profilo sul sito, effettuando l'accesso con le credenziali Scu da studente @edu.unito.it
che non scadono come indicato
https://www.unito.it/servizi/servizi-line/istruzioni-e-supporto/come-accedere-alla-myunito-dottorando
Per difficoltà di accesso con quelle credenziali:
https://www.unito.it/servizi/servizi-line/istruzioni-e-supporto


I certificati di iscrizione e conseguimento titolo e le pergamene vengono rilasciati dall'Ufficio Dottorati:
Via Bogino, 9 - 10123 Torino -
Tel +39 011/670.4385-4373-4371 Fax 011-670.4380
e-mail: dottorati@unito.it
Certificati e pergamene

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Il percorso formativo del Corso di Dottorato in Diritti e Istituzioni prevede l’acquisizione di 180 CFU nel triennio e di 60 CFU annuali (1 CFU equivale a 2 ore di attività formativa) e si articola in:
1° anno
30 CFU di attività di ricerca,
25 CFU di attività formativa disciplinare e interdisciplinare,
5 CFU di attività formativa complementare alla ricerca.

2° anno
40 CFU di attività di ricerca,
15 CFU di attività formativa disciplinare e interdisciplinare,
5 CFU di attività formativa complementare alla ricerca.

3° anno
55 CFU attività di ricerca per la redazione della tesi,
5 CFU di attività formativa complementare alla ricerca.

Attività di ricerca

L’attività di ricerca rappresenta l’attività di formazione principale e consiste nello svolgimento in autonomia di un progetto di ricerca nell’ambito del progetto comune definito annualmente dal Corso di Dottorato, realizzato sotto la guida di un Tutor. Il progetto di ricerca e il Tutor vengono assegnati dal Collegio dei docenti entro tre mesi dall’inizio del dottorato. Il dottorato prevede un periodo di formazione all’estero di almeno 6 mesi, anche non continuativi.

Attività formativa disciplinare e interdisciplinare

Il progetto formativo per il XXXVI ciclo riguarda “I Doveri e i Diritti nella cultura giuridica”, nel cui ambito i dottorandi devono sviluppare una ricerca triennale secondo le linee pubblicate nel bando e qui riportate.
La Costituzione del 1948 e le leggi che la implementano in campo costituzionale, civile, penale, commerciale, di diritto amministrativo e del lavoro, disegna un ordinamento giuridico, funzionalmente volto all’attuazione dei diritti e delle libertà fondamentali nella stessa riconosciuti, nonché all’adempimento dei doveri da essa richiesti, i quali, a loro volta, riflettono e sostanziano un’idea di società che, a partire dalla netta cesura rispetto a quanto si era verificato nel passato, si proietta nel futuro.
Emerge, dalla lettura costituzionalmente orientata del complesso delle norme pubblicistiche e privatistiche, un sistema in cui la persona, nel suo patrimonio identificativo e irretrattabile, costituisce il soggetto attorno al quale si incentrano quei diritti e quei doveri chiamati a dare la fisionomia del nuovo Stato e a definire i rapporti tra questo e i cittadini e dei privati fra di loro, in modo da permettere una piena affermazione del regime democratico mediante la sempre più attiva e cosciente partecipazione di tutti all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Diritti e doveri, in questo contesto, assumono un ruolo complementare, tenendosi l’un l’altro insieme, nel segno di una comune ispirazione personalista, e stabiliscono che il singolo che entri in contatto con altri uomini o con i soggetti del pluralismo sociale e istituzionale, debba accettare la riduzione dell’estensione di alcuni suoi diritti per favorire la realizzazione di quelli altrui o della comunità intera; il tutto, al di là dei vincoli derivanti da doveri pubblici o da comandi dell’autorità.
Paolo Barile, nel 1984, nel volume dedicato ai diritti dell’uomo e alle libertà fondamentali, dava voce alle più interessanti elaborazioni della dottrina italiana in tutti i campi del sapere giuridico, ripercorrendo il tema del loro sviluppo in tutti i rapporti sociali fin dall’entrata in vigore della Costituzione repubblicana, per contribuire a dare un senso compiuto all’effettivo dispiegarsi delle libertà all’interno di una democrazia moderna. Partendo dal presupposto per cui non esistono principi generali che valgono in ogni epoca e ovunque, tali dottrine guardavano alla Costituzione – alla luce delle pronunce della giurisprudenza di merito, di legittimità e della Corte costituzionale – come a quello strumento attraverso cui regolare i conflitti nel mondo politico e nelle relazioni economico-sociali. In questo modo le libertà tradizionali, negative, così come quelle sociali, positive, venivano a inquadrarsi come espressione di un identico disegno e fonte di un identico percorso regolativo e si tracciava una ricognizione dei problemi – sempre aperti – che le stesse hanno sollevato nel tempo, nonché delle prospettive di evoluzione futura.
Dagli anni ’80 ad oggi i mutamenti sono stati molti. L’area delle libertà ha acquisito nuovi profili e solleva ulteriori (o conferma vecchie) questioni che vanno dalle nuove forme di esplicazione, ma anche di limitazione, della libertà personale, alla necessità di conciliare libertà di comunicazione, riservatezza e diritto all’oblio; o ancora, che impongono di considerare il ruolo assunto dalla libertà di coscienza in una pluralità di settori, la tutela della salute nelle sue diverse accezioni, le libertà che investono la sfera economica quali il lavoro, l’impresa, la proprietà, il contratto, il governo dell’economia e che oggi assumono un ruolo essenziale all’interno dell’ordinamento e nelle relazioni internazionali. Lo stesso vale per la prospettiva dei doveri costituzionali di solidarietà politica, economica e sociale. Tutto ciò è l’effetto di un’interpretazione evolutiva della Costituzione, sia nel campo del diritto pubblico sia nel campo del diritto privato, che deve essere costantemente indagata, nonché della crescente rilevanza delle norme internazionali a tutela dei diritti umani così come esse emergono da strumenti quali il Patto internazionale sui diritti civili e politici e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966. In questo contesto gioca un ruolo sempre più importante la Carta dei diritti fondamentali dell’UE, come interpretata dalla Corte di Giustizia e dai giudici nazionali, nonché lo sviluppo di un diritto privato europeo uniforme sulla base della comparazione critica degli ordinamenti.
Il dottorato di ricerca in Diritti e Istituzioni si propone di favorire attività di ricerca volta allo studio dei principi, dei diritti e dei doveri contenuti nella prima parte della Costituzione ed il loro impatto su tutti i settori del diritto, che ricalchi, nelle finalità e nella metodologia di indagine, l’impostazione dottrinale cui si faceva cenno all’inizio, aggiornandone le considerazioni e gli sviluppi alla luce dei mutamenti intervenuti sia sul piano interno, sia sovranazionale.
In tale prospettiva, oltre alla giurisprudenza costituzionale, successiva agli anni ‘80, particolare attenzione e considerazione deve essere prestata, rispetto a ciascun tema, al prepotente sviluppo della giurisprudenza di legittimità (ordinaria e amministrativa), nonché, in una prospettiva comparatistica di dialogo tra le Corti che non può, oggi, essere ignorata, della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte di Giustizia UE. Inoltre, aderendo così alla natura multidisciplinare del dottorato, il progetto aspira a coinvolgere tutti i settori scientifici rappresentati, al fine di valorizzare quelle differenti competenze che meglio possono dar conto, al fine di consentire una trattazione aderente alla realtà viva del Paese, di come tali principi generali e costituzionali – che appaiono quali determinanti indirizzi fondamentali – siano stati interpretati e applicati nel tempo.
In prospettiva filosofico-giuridica, teorico-generale e comparatistica, lo studio dell’interpretazione evolutiva deve tenere conto anche delle grandi novità rappresentate dalla globalizzazione e dell’essenziale nesso teorico e storico tra uguaglianza, libertà e dignità, interrogandosi sulla trasformazione delle forme complesse e simboliche di interazione giuridico-politica-economica, e del permanere di un ‘testo fondatore’ che pur evolve e si riverbera in tutti i settori della riflessione sul diritto.

Per il XXXVI ciclo, è stata, inoltre, finanziata dall’INPS una borsa di studio destinata allo svolgimento di attività di ricerca sul tema dei modelli organizzativi e contrattuali per gli appalti pubblici in un’economia circolare.
L’attività formativa sarà sviluppata anche sui temi di questo progetto secondo le linee pubblicate nel bando e qui riportate.
L'innovazione e la sostenibilità assurgono a fattore chiave per affrontare molteplici sfide sociali contemporanee, anche dell’emergenza. L'aumento della popolazione e la stretta dipendenza tra economie e risorse esterne per il soddisfacimento della domanda di energia, acqua e cibo, richiedono una gestione efficiente dei rifiuti, favorendo l'affermazione di modelli di economia circolare (Commissione europea, Appalti pubblici per un'economia circolare, Buone prassi e orientamenti, 2018).
Si analizzeranno gli strumenti giuridici che possono favorire l'innovazione e la sostenibilità sfruttando il potere di acquisto delle amministrazioni pubbliche individuando modalità e strategie utili al perseguimento degli obiettivi indicati, attraverso gli appalti circolari (Green Public Procurement – GPP (COM(2008) 400 “Appalti pubblici per un ambiente migliore”), che presuppongono professionalità e capacità nello svolgimento della funzione appalti per assicurare la qualità delle prestazioni. Si affronteranno le differenti modalità organizzative di gestione della domanda pubblica - distinguendo le ipotesi di procedure autonome da quelle che prefigurano gare aggregate e la strutturazione di gruppi di acquisto (forme di cooperazione di livello nazionale ed europeo) particolarmente utili alla condivisione dei rischi per la sperimentazione di appalti innovativi e sostenibili - e gli strumenti contrattuali più innovativi per l’aggregazione, che aprono a differenti e sempre più sofisticate strategie di gara, mediante gli accordi quadro e che possono orientare le scelte delle imprese dei mercati di riferimento verso l'innovazione e la sostenibilità.

L’offerta formativa del corso di Dottorato in Diritti e Istituzioni prevede corsi e seminari (obbligatori e facoltativi) che forniscono approfondimenti sulle principali tematiche di ricerca previste dal dottorato.
Il calendario degli insegnamenti, predisposto dal Collegio dei docenti, prevede per l’anno accademico 2020/2021:
• un corso di metodologia della ricerca, obbligatorio per i dottorandi del XXXVI ciclo,
• delle lezioni sul progetto formativo comune, obbligatorie per i dottorandi del XXXVI ciclo, consigliate per gli iscritti al XXXV ciclo e facoltative per gli iscritti al XXXIV ciclo.

L’elenco degli insegnamenti attivati è consultabile sul sito del corso: https://www.dirittieistituzioniphd.unito.it/do/home.pl (link alla pagina degli insegnamenti, nome link Offerta formativa: link a Google calendar).


Sono inoltre riconosciute attività formative disciplinari e interdisciplinari a scelta del dottorando, offerte all’esterno del Corso di Dottorato, presso altri Atenei ed enti di ricerca.
Per le attività scelte dal dottorando all’esterno del Corso di Dottorato è necessaria la validazione da parte del Tutor.

Ciascun dottorando deve indicare, nella relazione annuale, le attività formative svolte e approvate dal Tutor ai fini del riconoscimento dei crediti.

Attività formative complementari alla ricerca

Le attività formative complementari alla ricerca hanno come obiettivo lo sviluppo di competenze trasversali e soft skills. Queste competenze concorrono a migliorare l’impatto della ricerca e a completare il profilo professionale fornendo strumenti utili per opportunità di carriera in ambito accademico e non accademico.
Le attività complementari alla ricerca offerte dal corso di dottorato sono:
corsi di lingua inglese erogati dal British Council nel contesto delle attività proposte dal Progetto di Eccellenza del Dipartimento di Giurisprudenza,
eventuali corsi di formazione sulla progettazione europea erogati da EU Core.

Le attività complementari alla ricerca offerte dalla Scuola di Dottorato sono:
strumenti per la ricerca documentale volti a favorire la conoscenza dei servizi e delle collezioni cartacee e digitali di UniTO,
engaged research in a PhD career,
horizon Europe and project writing,
scientific communication, open science and open access - FAIR data and data management plans,
tools for research evaluation and scientific production analysis,
valorizzazione dei risultati di ricerca,
corso sulla proprietà intellettuale.

Le attività formative trasversali possono essere:
• offerte dalla Scuola di Dottorato e dai corsi di dottorato,
• scelte dallo studente di dottorato all’esterno dell’Università di Torino.

Le attività formative trasversali offerte dal corso di dottorato sono:
i servizi a supporto dei dottorandi,
eventuale Workshop sulle prospettive post-dottorato.

A ciascuna attività di formazione complementare alla ricerca viene assegnato un numero di CFU/ore corrispondenti e concorrenti al piano formativo (1 CFU equivale a 2 h di attività). Per attività scelte dal dottorando all’esterno di quelle proposte dalla Scuola di Dottorato o dal Corso di Dottorato è necessaria la validazione da parte del Tutor.

Le co-tutele in uscita – cioè quelle avviate da dottorandi dell’Università di Torino – sono tenute ad applicare unicamente i criteri previsti per il primo anno, lasciando così ai referenti del singolo progetto di ricerca discrezionalità nella scelta del percorso formativo del secondo e del terzo anno.
Per le co-tutele in entrata - cioè per i percorsi dottorali che sono iniziati in un altro paese – viene lasciata ai referenti del percorso formativo la valutazione in relazione al singolo progetto.
Co-tutele in uscita e co-tutele in entrata restano comunque tenute al rispetto delle "Linee guida" del dottorato in Diritti e Istituzioni, in quanto compatibili con l’attuazione dell’accordo di co-tutela.

In analogia a quanto disposto per i docenti e i ricercatori dell'Ateneo di Torino, i dottorandi devono inserire i dati delle loro pubblicazioni nel programma Iris-AperTO al fine di adempiere agli obblighi di valutazione del corso di dottorato.

PROCEDURA ESCO MISSIONI

ACCESSO AL SERVIZIO: da My Unito (con credenziali SCU)
Strumenti per il lavoro o Servizi per il dipendente/ ESCo – progetti, missioni e rimborsi
Missioni, Vai al servizio.
In fondo alla pagina si trova la Guida completa all’utilizzo dell’applicativo della Missioni e Guida per il richiedente
oppure
https://esco.unito.it/

LA RICHIESTA
In ogni fase della procedura, cliccando sul tasto “documentazione” si può accedere al Regolamento Missioni dell’Ateneo, alle tabelle (paesi, vitto, alloggio, ecc,) e alle guide all’applicativo.

ATTORI COINVOLTI:
- Il richiedente: soggetto che chiede l’autorizzazione e il successivo rimborso della missione
- Il responsabile del progetto: autorizza l’imputazione del costo della missione sui propri fondi, in relazione all’ammontare delle spese preventivate
- Il Responsabile di struttura/Direttore: autorizza il richiedente a svolgere la missione; autorizza inoltre l’uso di mezzi di trasporto straordinari (es. auto propria, taxi) e/o eventuali variazioni alla missione
- L’ufficio missioni: autorizza la missione dopo aver controllato la regolarità della compilazione.

INSERIMENTO DEI DATI:
Cliccare su Nuova Missione, e inserire tutti i dati relativi alla richiesta (luogo, date, motivo della missione, ecc.)
Punti di attenzione:
- Non è possibile inserire l’autorizzazione a posteriori: è obbligatorio inserirla al più tardi lo stesso giorno della partenza;
- Il Responsabile di struttura/Direttore: è il Direttore della struttura di afferenza del dottorando;
- Scelta del responsabile del progetto: digitare le prime lettere del cognome; selezionare quindi dall’elenco il nominativo e successivamente il progetto; normalmente il responsabile del progetto è il Coordinatore;
- Richiesta di avvalersi dell’agenzia o, in alternativa, dell’anticipo: cliccare sugli appositi campi; nel caso si scelga l’agenzia bisogna poi rivolgersi alla sezione acquisti attraverso la procedura della RDA online per l’emissione del buono d’ordine; nel caso dell’anticipo, l’ufficio missioni calcolerà il relativo ammontare in relazione alle spese preventivate.
- Mezzi di trasporto straordinari: devono essere espressamente indicati, dando esauriente giustificazione dell’uso degli stessi.

SALVATAGGIO E INVIO DELLA RICHIESTA:
La missione può essere salvata in bozza e non inviata (cliccando su “Salva bozza”), oppure salvata e inviata direttamente, cliccando su “Salva e richiedi autorizzazione”: in questo caso non può più essere modificata dal richiedente, ma, su richiesta, l’ufficio missioni può riportarla allo stato “Bozza” per le eventuali modifiche.

RICHIESTA DI RIMBORSO:
Il richiedente, accedendo nel Tab “Richieste”, troverà le richieste autorizzate: cliccando su “Richiedi rimborso”, entrerà nel dettaglio della richiesta di rimborso, dove inserirà tutti i dati utili alla chiusura della missione (luogo e data di partenza/arrivo, eventuale mezzo straordinario non autorizzato in precedenza, dettaglio delle spese sostenute). Anche in questo caso, la richiesta di rimborso può essere salvata in bozza, oppure salvata e inviata all’ufficio missioni per il rimborso.
Punti di attenzione:
- Mezzi straordinari non autorizzati preventivamente: devono essere autorizzati in sede di richiesta di rimborso;
- Costo della missione superiore a quanto preventivato e autorizzato: chiedere tramite mail al responsabile del progetto l’autorizzazione al rimborso della maggiore spesa.

CONSEGNA DOCUMENTAZIONE:
Dopo aver compilato su Esco la richiesta di rimborso, stampare il modulo (in automatico sarà stampata anche la richiesta di autorizzazione), firmarlo e consegnarlo, unitamente a tutte le ricevute in originale (biglietti viaggio, carte d'imbarco, scontrini, fatture) all’Ufficio Missioni.
Le ricevute dei taxi, eventualmente autorizzati, dovranno riportare data, percorso e importo per poter essere rimborsate.

N.B. La richiesta di autorizzazione va compilata anche laddove non si intenda chiedere il rimborso, in quanto la firma del Direttore è indispensabile ai fini della copertura assicurativa.

Maggiori informazioni per l’utente:
https://my.unito.it/it/content/missioni in calce Guida completa all’utilizzo del servizio missioni

L'importo della borsa di dottorato aumenta, se previsto da convenzione/accordo, per l'eventuale periodo di formazione all'estero in relazione al numero dei giorni effettuati.
La richiesta/autorizzazione dell'aumento della borsa di studio avviene esclusivamente tramite l’utilizzo della procedura on line, alla quale accedi con le tue credenziali SCU (assegnate dopo l'immatricolazione al corso di dottorato). Nella pagina di login è disponibile la guida all'uso della procedura.
Puoi usare la procedura informatica per le seguenti operazioni:

- richiesta di autorizzazione a compiere il periodo formativo all'estero (da compilare almeno 48 ore prima della partenza);
- dichiarazione di continuità da utilizzare ogni 2 mesi, se il periodo di studio all'estero sia continuativo e superiore a 60 giorni, al fine di suddividere il pagamento in più rate bimestrali (e non in un'unica soluzione a soggiorno concluso);
- dichiarazione di rientro (indispensabile per ottenere l'aumento della borsa di studio e da compilare tassativamente entro 2 settimane dal rientro in Italia);
- monitoraggio dello "stato" dei propri soggiorni di studio all'estero.

Per il pagamento dell'aumento della borsa di studio, ciascun coordinatore di dottorato autorizza/valida, tramite la procedura informatica, i periodi di soggiorno all’estero precedentemente inseriti on line dai propri dottorandi.
L'aumento della borsa di dottorato è una quota fissa giornaliera (equivalente al 50% dell’importo giornaliero della borsa di studio) corrisposta per il numero di giorni di permanenza all’estero.
Il pagamento delle dichiarazioni di continuità/rientro di inizio mese è effettuato nel mese successivo.

Procedura online


Linee guida per l'utilizzo del budget 10% per attività di ricerca in Italia e all'estero
(deliberazione del Senato Accademico nr. 1/2020/IV/1 del 13 ottobre 2020)

Considerato quanto previsto dall’art. 9 del Decreto Ministeriale 45/2013, ai dottorandi del XXIX ciclo e seguenti, a partire dal 2° anno di corso, è assegnato un contributo forfettario annuale - denominato budget individuale per attività di ricerca in Italia e all’estero - pari al 10% della borsa di dottorato.
Il budget può essere utilizzato per esigenze compatibili con la ricerca e la formazione del corso di dottorato - previa autorizzazione del Coordinatore e della Coordinatrice del Corso di Dottorato - nel rispetto di quanto previsto dal vigente Regolamento in materia di dottorato, nonché dalle norme di contabilità pubblica e dai regolamenti interni di Ateneo.
Sono esempi di spese eleggibili:
o Iscrizione a congressi e convegni;
o Iscrizione a corsi di formazione trasversale;
o Iscrizione a corsi di lingua;
o Missioni in Italia e all’estero;
o Acquisto di materiale di consumo per laboratorio;
o Acquisto di materiale bibliografico;
o Acquisto di software;
o Pubblicazioni
o Acquisto o noleggio di PC/tablet
È un esempio di spesa ineleggibile:
o Spese di personale (ad es. borse)
Gli elenchi non sono esaustivi, per esigenze specifiche relative all’eleggibilità della spesa, si prega di contattare la Sezione Dottorati di Ricerca (dottorati@unito.it)
La proposta di spesa deve essere autorizzata dal Coordinatore del Corso di Dottorato, a seguito della
validazione della spesa del Responsabile dell’Area Servizi alla Ricerca del Polo, per la verifica di eleggibilità.
Il materiale acquistato con il budget per attività di ricerca resta di proprietà dell’Università.
Il budget è assegnato annualmente ai dottorandi regolarmente iscritti. Il budget è assegnato ad personam, non può essere speso o utilizzato da altri dottorandi non assegnatari.
Il dottorando può accedere al budget annuale solo a seguito del perfezionamento dell’iscrizione al secondo anno e successivi.
Ogni dottorando può cumulare il budget assegnato al secondo anno con quello del terzo o quarto anno per un loro utilizzo complessivo, laddove ciò venga accolto dal Coordinatore del Corso di Dottorato per esigenze di ricerca.
Al termine della borsa di dottorato, il budget non utilizzato resta a disposizione del corso di dottorato e viene reinvestito in attività per il medesimo.

Presentazione della richiesta
Per presentare la richiesta occorre rivolgersi allo staff amministrativo-contabile del Polo Cle a cui afferisce la Coordinatrice del Corso di Dottorato, la quale dovrà autorizzare la richiesta. La procedura per la presentazione della domanda può variare a seconda della tipologia di spesa.

Per le missioni di ricerca si può invece fare direttamente domanda online tramite ESCO.
Si accede all’applicativo ESCO tramite il seguente link https://esco.unito.it/open_in_new dopo aver inserito le proprie credenziali, cliccato sul tasto “Accedi” e selezionato la voce di menù “Missioni”.



Iscrizioni al 2° anno:
Alla fine del 1° anno di corso il dottorando deve presentare una relazione sulle attività formative e di ricerca svolte durante l'anno. Ottenuto il parere favorevole del Tutor, il Collegio Docenti delibera l'ammissione al 2° anno. In seguito il dottorando deve iscriversi al successivo anno di corso secondo le modalità e le scadenze comunicate dall'Ufficio Dottorati.
L'iscrizione si considera formalizzata dopo il pagamento delle tasse e contributi per l'accesso e la frequenza ai corsi di dottorato (per le categorie esenti si rimanda al bando di concorso).

Iscrizioni al 3° anno:
Alla fine del 2° anno di corso il dottorando deve presentare una relazione sulle attività formative e di ricerca svolte durante l'anno, la bibliografia e l'indice della tesi.
Ottenuto il parere favorevole del Tutor, il Collegio Docenti delibera l'ammissione al 3° anno. In seguito il dottorando deve iscriversi al successivo anno di corso secondo le modalità e le scadenze comunicate dall'Ufficio Dottorati.
L'iscrizione si considera formalizzata dopo il pagamento delle tasse e contributi per l'accesso e la frequenza ai corsi di dottorato (per le categorie esenti si rimanda al bando di concorso).


Regolamento dell'Università degli Studi di Torino per l'istituzione e il funzionamento della Scuola di Dottorato e dei Corsi di Dottorato

Art. 27 - Sospensione dell'attività
1. E' prevista la sospensione del corso nei casi di maternità - così come disciplinato nell'apposito Regolamento - e di servizio militare o civile; nel caso di grave e documentata malattia, se la sospensione è di durata superiore a 30 giorni, non può essere erogata la borsa di
studio per il periodo interessato.
2. E' prevista la sospensione del corso, a richiesta dell'/della interessato/a e previo nulla osta da parte del Collegio Docenti, per la durata del Tirocinio Formativo Attivo e per i percorsi abilitanti speciali.
3. Per gravi e comunque giustificati motivi, a richiesta dell'interessato/a e previo nulla osta da parte del Collegio Docenti del Dottorato, può essere consentita, con delibera del Collegio Docenti del Corso di Dottorato, la sospensione della carriera del dottorando/della dottoranda,fino a un massimo di 1 anno rinnovabile dal Collegio Docenti del Corso di Dottorato su motivata richiesta dell'interessato/a;
4. Qualora, al termine della sospensione, il Dottorato di Ricerca dovesse essere cessato, ovvero trasformato, il dottorando/la dottoranda sarà ricollocato/a, sulla base di una delibera del Collegio Docenti del Corso di Dottorato, in un Dottorato di materie affini.


La valutazione positiva del Collegio Docenti sull’attività dell’ultimo anno di corso è condizione per l’ammissione all’esame finale.
Previa valutazione positiva dell’attività dell’ultimo anno di corso, il Collegio dei Docenti procede, per ciascun dottorando, sentito il tutor, alla nomina di almeno due valutatori (più almeno un supplente), e stabilisce il termine per la presentazione della tesi. I valutatori devono essere docenti di elevata qualificazione, esterni all’università di Torino, agli Atenei convenzionati che concorrono al rilascio del titolo di Dottorato e al Collegio Docenti. I valutatori possono assumere tale funzione per più candidati.
La tesi, corredata da una sintesi in lingua italiana o inglese, è redatta in lingua italiana o inglese ovvero in altra lingua previa autorizzazione del Collegio Docenti.
La tesi, alla quale deve essere allegata una relazione del dottorando sulle attività svolte nel corso del dottorato e sulle eventuali pubblicazioni, è presentata dal dottorando ai valutatori entro il termine stabilito dal Collegio. Ai dottorandi del XXXIII ciclo sarà concesso un termine massimo di sei mesi per l'invio della tesi ai valutatori (31 marzo 2021).
I valutatori esprimono un giudizio analitico scritto sulla tesi (entro un mese dal ricevimento della tesi) e ne propongono l’ammissione alla discussione pubblica o il rinvio per un periodo non superiore a sei mesi se ritengono necessarie significative integrazioni o correzioni.
Il dottorando è tenuto ad apportare le integrazioni e/o correzioni richieste.
Trascorso tale periodo, la tesi è in ogni caso ammessa alla discussione pubblica, corredata da un nuovo parere scritto dei medesimi valutatori, reso alla luce delle correzioni o integrazioni eventualmente apportate.
Il Coordinatore svolge funzioni di raccordo tra il dottorando e i valutatori nel caso di rinvio da parte di un solo valutatore.
La discussione pubblica si svolge innanzi a una Commissione giudicatrice composta da almeno tre esperti della materia (con relativi supplenti), in maggioranza estranei al Collegio, nominata dal Collegio dei Docenti entro 30 giorni dall’ammissione alla discussione pubblica. È possibile nominare un’unica Commissione per più candidati. I valutatori possono far parte della Commissione giudicatrice.
Il Collegio dei Docenti può autorizzare la partecipazione alla discussione pubblica in collegamento telematico.
La Commissione è tenuta a terminare i suoi lavori entro 90 giorni dal decreto rettorale di nomina.
Decorso tale termine, la Commissione che non abbia terminato i suoi lavori decade ed il Rettore nomina una nuova Commissione, con esclusione dei componenti decaduti.
La prova finale consiste nella discussione pubblica della tesi. Al termine della discussione la tesi, con motivato giudizio collegiale, è approvata o respinta. La Commissione, con voto unanime, ha facoltà di attribuire la lode in presenza di risultati di particolare rilievo scientifico.
Il titolo è rilasciato dal Rettore che, a richiesta dell’interessato, ne certifica il conseguimento.
Successivamente al conseguimento del titolo, sarà cura del candidato provvedere al deposito della tesi nell’Archivio istituzionale ad accesso aperto che ne garantirà la conservazione e la pubblica consultabilità. L’Università provvederà ad effettuare il deposito della tesi a norma di legge presso le Biblioteche Nazionali di Firenze, Roma e Torino e nella banca dati ministeriale.

In caso di cotutela, il candidato discuterà la tesi secondo le regole dell'Ateneo sede di discussione.

Ultimo aggiornamento: 01/10/2021 15:39
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