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Programma formativo

Il percorso formativo del Corso di Dottorato in Diritti e Istituzioni prevede l’acquisizione di 180 CFU nel triennio e di 60 CFU annuali (1 CFU equivale a 2 ore di attività formativa) e si articola in:

30 CFU di attività di ricerca

25 CFU di attività formativa disciplinare e interdisciplinare

5 CFU di attività formativa complementare alla ricerca

40 CFU di attività di ricerca

15 CFU di attività formativa disciplinare e interdisciplinare

5 CFU di attività formativa complementare alla ricerca

55 CFU attività di ricerca per la redazione della tesi

5 CFU di attività formativa complementare alla ricerca

L’attività di ricerca rappresenta l’attività di formazione principale e consiste nello svolgimento in autonomia di un progetto di ricerca nell’ambito del progetto comune definito annualmente dal Corso di Dottorato, realizzato sotto la guida di un Tutor. Il progetto di ricerca e il Tutor vengono assegnati dal Collegio dei docenti entro tre mesi dall’inizio del dottorato. Il dottorato prevede un periodo di formazione all’estero di almeno 6 mesi, anche non continuativi.

Il progetto formativo per il XXXVI ciclo riguarda “I Doveri e i Diritti nella cultura giuridica”, nel cui ambito i dottorandi devono sviluppare una ricerca triennale secondo le linee pubblicate nel bando e qui riportate.
La Costituzione del 1948 e le leggi che la implementano in campo costituzionale, civile, penale, commerciale, di diritto amministrativo e del lavoro, disegna un ordinamento giuridico, funzionalmente volto all’attuazione dei diritti e delle libertà fondamentali nella stessa riconosciuti, nonché all’adempimento dei doveri da essa richiesti, i quali, a loro volta, riflettono e sostanziano un’idea di società che, a partire dalla netta cesura rispetto a quanto si era verificato nel passato, si proietta nel futuro.
Emerge, dalla lettura costituzionalmente orientata del complesso delle norme pubblicistiche e privatistiche, un sistema in cui la persona, nel suo patrimonio identificativo e irretrattabile, costituisce il soggetto attorno al quale si incentrano quei diritti e quei doveri chiamati a dare la fisionomia del nuovo Stato e a definire i rapporti tra questo e i cittadini e dei privati fra di loro, in modo da permettere una piena affermazione del regime democratico mediante la sempre più attiva e cosciente partecipazione di tutti all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Diritti e doveri, in questo contesto, assumono un ruolo complementare, tenendosi l’un l’altro insieme, nel segno di una comune ispirazione personalista, e stabiliscono che il singolo che entri in contatto con altri uomini o con i soggetti del pluralismo sociale e istituzionale, debba accettare la riduzione dell’estensione di alcuni suoi diritti per favorire la realizzazione di quelli altrui o della comunità intera; il tutto, al di là dei vincoli derivanti da doveri pubblici o da comandi dell’autorità.
Paolo Barile, nel 1984, nel volume dedicato ai diritti dell’uomo e alle libertà fondamentali, dava voce alle più interessanti elaborazioni della dottrina italiana in tutti i campi del sapere giuridico, ripercorrendo il tema del loro sviluppo in tutti i rapporti sociali fin dall’entrata in vigore della Costituzione repubblicana, per contribuire a dare un senso compiuto all’effettivo dispiegarsi delle libertà all’interno di una democrazia moderna. Partendo dal presupposto per cui non esistono principi generali che valgono in ogni epoca e ovunque, tali dottrine guardavano alla Costituzione – alla luce delle pronunce della giurisprudenza di merito, di legittimità e della Corte costituzionale – come a quello strumento attraverso cui regolare i conflitti nel mondo politico e nelle relazioni economico-sociali. In questo modo le libertà tradizionali, negative, così come quelle sociali, positive, venivano a inquadrarsi come espressione di un identico disegno e fonte di un identico percorso regolativo e si tracciava una ricognizione dei problemi – sempre aperti – che le stesse hanno sollevato nel tempo, nonché delle prospettive di evoluzione futura.
Dagli anni ’80 ad oggi i mutamenti sono stati molti. L’area delle libertà ha acquisito nuovi profili e solleva ulteriori (o conferma vecchie) questioni che vanno dalle nuove forme di esplicazione, ma anche di limitazione, della libertà personale, alla necessità di conciliare libertà di comunicazione, riservatezza e diritto all’oblio; o ancora, che impongono di considerare il ruolo assunto dalla libertà di coscienza in una pluralità di settori, la tutela della salute nelle sue diverse accezioni, le libertà che investono la sfera economica quali il lavoro, l’impresa, la proprietà, il contratto, il governo dell’economia e che oggi assumono un ruolo essenziale all’interno dell’ordinamento e nelle relazioni internazionali. Lo stesso vale per la prospettiva dei doveri costituzionali di solidarietà politica, economica e sociale. Tutto ciò è l’effetto di un’interpretazione evolutiva della Costituzione, sia nel campo del diritto pubblico sia nel campo del diritto privato, che deve essere costantemente indagata, nonché della crescente rilevanza delle norme internazionali a tutela dei diritti umani così come esse emergono da strumenti quali il Patto internazionale sui diritti civili e politici e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966. In questo contesto gioca un ruolo sempre più importante la Carta dei diritti fondamentali dell’UE, come interpretata dalla Corte di Giustizia e dai giudici nazionali, nonché lo sviluppo di un diritto privato europeo uniforme sulla base della comparazione critica degli ordinamenti.
Il dottorato di ricerca in Diritti e Istituzioni si propone di favorire attività di ricerca volta allo studio dei principi, dei diritti e dei doveri contenuti nella prima parte della Costituzione ed il loro impatto su tutti i settori del diritto, che ricalchi, nelle finalità e nella metodologia di indagine, l’impostazione dottrinale cui si faceva cenno all’inizio, aggiornandone le considerazioni e gli sviluppi alla luce dei mutamenti intervenuti sia sul piano interno, sia sovranazionale.
In tale prospettiva, oltre alla giurisprudenza costituzionale, successiva agli anni ‘80, particolare attenzione e considerazione deve essere prestata, rispetto a ciascun tema, al prepotente sviluppo della giurisprudenza di legittimità (ordinaria e amministrativa), nonché, in una prospettiva comparatistica di dialogo tra le Corti che non può, oggi, essere ignorata, della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte di Giustizia UE. Inoltre, aderendo così alla natura multidisciplinare del dottorato, il progetto aspira a coinvolgere tutti i settori scientifici rappresentati, al fine di valorizzare quelle differenti competenze che meglio possono dar conto, al fine di consentire una trattazione aderente alla realtà viva del Paese, di come tali principi generali e costituzionali – che appaiono quali determinanti indirizzi fondamentali – siano stati interpretati e applicati nel tempo.
In prospettiva filosofico-giuridica, teorico-generale e comparatistica, lo studio dell’interpretazione evolutiva deve tenere conto anche delle grandi novità rappresentate dalla globalizzazione e dell’essenziale nesso teorico e storico tra uguaglianza, libertà e dignità, interrogandosi sulla trasformazione delle forme complesse e simboliche di interazione giuridico-politica-economica, e del permanere di un ‘testo fondatore’ che pur evolve e si riverbera in tutti i settori della riflessione sul diritto.

Per il XXXVI ciclo, è stata, inoltre, finanziata dall’INPS una borsa di studio destinata allo svolgimento di attività di ricerca sul tema dei modelli organizzativi e contrattuali per gli appalti pubblici in un’economia circolare.
L’attività formativa sarà sviluppata anche sui temi di questo progetto secondo le linee pubblicate nel bando e qui riportate.
L'innovazione e la sostenibilità assurgono a fattore chiave per affrontare molteplici sfide sociali contemporanee, anche dell’emergenza. L'aumento della popolazione e la stretta dipendenza tra economie e risorse esterne per il soddisfacimento della domanda di energia, acqua e cibo, richiedono una gestione efficiente dei rifiuti, favorendo l'affermazione di modelli di economia circolare (Commissione europea, Appalti pubblici per un'economia circolare, Buone prassi e orientamenti, 2018).
Si analizzeranno gli strumenti giuridici che possono favorire l'innovazione e la sostenibilità sfruttando il potere di acquisto delle amministrazioni pubbliche individuando modalità e strategie utili al perseguimento degli obiettivi indicati, attraverso gli appalti circolari (Green Public Procurement – GPP (COM(2008) 400 “Appalti pubblici per un ambiente migliore”), che presuppongono professionalità e capacità nello svolgimento della funzione appalti per assicurare la qualità delle prestazioni. Si affronteranno le differenti modalità organizzative di gestione della domanda pubblica - distinguendo le ipotesi di procedure autonome da quelle che prefigurano gare aggregate e la strutturazione di gruppi di acquisto (forme di cooperazione di livello nazionale ed europeo) particolarmente utili alla condivisione dei rischi per la sperimentazione di appalti innovativi e sostenibili - e gli strumenti contrattuali più innovativi per l’aggregazione, che aprono a differenti e sempre più sofisticate strategie di gara, mediante gli accordi quadro e che possono orientare le scelte delle imprese dei mercati di riferimento verso l'innovazione e la sostenibilità.

L’offerta formativa del corso di Dottorato in Diritti e Istituzioni prevede corsi e seminari (obbligatori e facoltativi) che forniscono approfondimenti sulle principali tematiche di ricerca previste dal dottorato.
Il calendario degli insegnamenti, predisposto annualmente dal Collegio dei docenti, prevede per l’anno accademico 2020/2021:
• un corso di metodologia della ricerca, obbligatorio per i dottorandi del XXXVI ciclo;
• delle lezioni sul progetto formativo comune, obbligatorie per i dottorandi del XXXVI ciclo, consigliate per gli iscritti al XXXV ciclo e facoltative per gli iscritti al XXXIV ciclo;
• corsi sulle differenti tematiche di ricerca: facoltativi;
• seminari sui progetti di tesi dei dottorandi dell’ultimo anno e dei dottori di ricerca: facoltativi.

L’elenco degli insegnamenti attivati è consultabile sul sito del corso: https://www.dirittieistituzioniphd.unito.it/do/home.pl (link alla pagina degli insegnamenti, nome link Offerta formativa: link a Google calendar).

Sono inoltre riconosciute attività formative disciplinari e interdisciplinari a scelta del dottorando, offerte all’esterno del Corso di Dottorato, presso altri Atenei ed enti di ricerca.
Per le attività scelte dal dottorando all’esterno del Corso di Dottorato è necessaria la validazione da parte del Tutor.

Ciascun dottorando deve indicare, nella relazione annuale, le attività formative svolte e approvate dal Tutor ai fini del riconoscimento dei crediti.

La scelta delle lezioni da frequentare deve essere coerente con il progetto di tesi di dottorato. A tal fine, ogni anno accademico saranno offerti ai dottorandi seminari o convegni dedicati su tutti i settori disciplinari coinvolti dal corso di dottorato: diritto amministrativo, diritto costituzionale, diritto pubblico comparato, diritto ecclesiastico e canonico, diritto privato, diritto privato comparato, diritto penale, diritto processuale penale, diritto internazionale, diritto dell'Unione Europea, storia del diritto medievale e moderno, filosofia del diritto.

Le attività formative complementari alla ricerca hanno come obiettivo lo sviluppo di competenze trasversali e soft skills. Queste competenze concorrono a migliorare l’impatto della ricerca e a completare il profilo professionale fornendo strumenti utili per opportunità di carriera in ambito accademico e non accademico.
Le attività complementari alla ricerca offerte dal corso di dottorato sono:
corsi di lingua inglese erogati dal British Council nel contesto delle attività proposte dal Progetto di Eccellenza del Dipartimento di Giurisprudenza,
eventuali corsi di formazione sulla progettazione europea erogati da EU Core.

Le attività complementari alla ricerca offerte dalla Scuola di Dottorato sono:
strumenti per la ricerca documentale volti a favorire la conoscenza dei servizi e delle collezioni cartacee e digitali di UniTO,
engaged research in a PhD career,
horizon Europe and project writing,
scientific communication, open science and open access - FAIR data and data management plans,
tools for research evaluation and scientific production analysis,
valorizzazione dei risultati di ricerca,
corso sulla proprietà intellettuale.

Le attività formative trasversali possono essere:
• offerte dalla Scuola di Dottorato e dai corsi di dottorato,
• scelte dallo studente di dottorato all’esterno dell’Università di Torino.

Le attività formative trasversali offerte dal corso di dottorato sono:
i servizi a supporto dei dottorandi,
eventuale Workshop sulle prospettive post-dottorato.

A ciascuna attività di formazione complementare alla ricerca viene assegnato un numero di CFU/ore corrispondenti e concorrenti al piano formativo (1 CFU equivale a 2 h di attività). Per attività scelte dal dottorando all’esterno di quelle proposte dalla Scuola di Dottorato o dal Corso di Dottorato è necessaria la validazione da parte del Tutor.

Le co-tutele in uscita – cioè quelle avviate da dottorandi dell’Università di Torino – sono tenute ad applicare unicamente i criteri previsti per il primo anno, lasciando così ai referenti del singolo progetto di ricerca discrezionalità nella scelta del percorso formativo del secondo e del terzo anno.
Per le co-tutele in entrata - cioè per i percorsi dottorali che sono iniziati in un altro paese – viene lasciata ai referenti del percorso formativo la valutazione in relazione al singolo progetto.
Co-tutele in uscita e co-tutele in entrata restano comunque tenute al rispetto delle "Linee guida" del dottorato in Diritti e Istituzioni, in quanto compatibili con l’attuazione dell’accordo di co-tutela.

In analogia a quanto disposto per i docenti e i ricercatori dell'Ateneo di Torino, i dottorandi devono inserire i dati delle loro pubblicazioni nel programma Iris-AperTO al fine di adempiere agli obblighi di valutazione del corso di dottorato.

Ultimo aggiornamento: 18/12/2020 16:38
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